La famille de l'Incarnation

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Incontro…...settimana Famiglia dell’Incarnazione.

Possedere Gesù in parte o per intero?

A coloro che erano presenti abbiamo acceso la curiosità sull’esperienza vissuta in Francia, unica nella vita di una persona cattolica.

Nel pomeriggio del giorno 26 settembre 2010 noi, Fraternità Casa dell’Incarnazione, ci siamo ritrovati per trascorrere un pomeriggio di condivisione fraterna e per trasmettere, Anna, Bruno, Beatriz ed io, l’incontro esaltante con i sedici paesi del mondo, riuniti a Chavagnes dal 17 al 25 luglio 2010.

Nella sala, dove abitualmente ci incontriamo con gli altri membri, non eravamo molti.
Alcuni erano stati trattenuti da impegni familiari.
A coloro che erano presenti abbiamo acceso la curiosità sull’esperienza vissuta in Francia, unica nella vita di una persona cattolica.
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Siamo stati definiti “cercatori di pace”.
Mai appellativo mi era stato più gradito.
È pur vero che siamo distolti e disorientati dalle grida inquietanti del mondo, ma il nostro andare non è un salto nel buio perché ci aggrappiamo a quel cardine portante che è l’identità di noi cristiani: la fede.
Sono convinta che l’avvenimento Chavagnes non va raccontato, il tutto va vissuto alla luce del luogo e dallo scandire del tempo.

Una volta che siamo tornati ai nostri luoghi di provenienza abbiamo riflettuto su ciò che abbiamo condiviso e abbiamo capito di aver vissuto il tutto in un frammento di vita.
Ed è in quel frammento che è racchiusa la forza dell’intensità dell’evento e sembra di aver vissuto un’intera esistenza.
Su questo pensiero ne sussegue un altro:è la convinzione di possedere Gesù solo in parte.
Come far comprendere a chi ci ascolta il bisogno di averLO per intero?
Questa forma di ricerca ha fine quando ti confronti con gli altri.
Il sedersi attorno ad una mensa, aggiungere un posto a tavola, non è il limite……è di più.
Toccare il pane condividerlo, non è il limite…..è di più.
Avvicinarsi agli altri, parlare ai disprezzati, non è il limite …..è di più.
Quel + è accoglienza, condivisione, ascolto.
L’essere stati insieme, a questi nostri fratelli cittadini del mondo, a Chavagnes, è stato “tutto questo” e ancora di più.
Vivere insieme mette a nudo le nostre fragilità, ti fa ritrovare in uno sguardo la radice di un volto e ti senti “uno, nessuno, centomila”.
Riacquistiamo l’identità di figli di Dio e la capacità di guardare negli occhi il prossimo.
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Mentre ho scritto questa riflessione ero in negozio.
Sono entrati due giovani fidanzati e sono stata colpita dai loro occhi perché in essi vi ho letto l’innamoramento.
Mentre li guardavo mi è sorto un pensiero spontaneo.
Se le persone si innamorassero di Gesù, come nella vita si innamorano di una creatura, il mondo sarebbe migliore.

Anna Longobardi- fraternità “Casa dell’Incarnazione”